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Rapporti con le istituzioni dell'Unione Europea

Per quanto riguarda il settore dello sport, le principali attività del Governo in materia si svolgono nel quadro della partecipazione al Consiglio "Istruzione, gioventù, cultura e sport", il cui programma si riferisce al Piano di lavoro per lo sport 2011-2014 adottato con Risoluzione del Consiglio del 20 maggio 2011. Tale Risoluzione fa seguito alla Comunicazione della Commissione del 2011, dal titolo "Sviluppare la dimensione europea dello sport". L’attività è volta appunto a sviluppare la dimensione europea dello sport, promuovendone la funzione, i valori e i rapporti di cooperazione tra gli organismi competenti. Ciò anche al fine di proteggere l'integrità fisica e morale degli sportivi, in particolare dei più giovani, e di promuovere la correttezza nello svolgimento delle manifestazioni sportive.

Le priorità in materia di sport verso le quali il Governo intende orientare la propria azione riguardano in primo luogo l'obiettivo di favorire l'accesso dei giovani allo sport, quale efficace strumento a valenza educativa, culturale e sociale, anche con riferimento alle persone con disabilità. Ampio seguito sarà dato alle attività di lotta al doping, già avviate negli anni precedenti, così come al tema della lotta alle partite truccate, già oggetto di dibattito nel 2010, quale principale aspetto di buona governance nello sport. Ulteriore tematica prioritaria riguarda il sostegno agli sport di base, anche ai fini dell’individuazione di modelli sostenibili di finanziamento.

Il Governo intende inoltre partecipare e dare impulso alle attività per la definizione di una metodologia di misurazione dell'impatto del settore dello sport nell'economia nazionale ed europea, attraverso dati statistici attendibili ed aggiornati.

Il Governo intende infine intensificare le attività con riferimento ai lavori del gruppo di esperti "Education and Training in Sport", istituito dalla Commissione in attuazione al piano di lavoro previsto dalla Risoluzione del Consiglio del 2011 e finalizzato a definire delle linee guida sulle modalità di garanzia di un adeguato percorso culturale dei giovani atleti a fianco alla carriera sportiva.

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Promozione dello sport di base
La promozione dello sport per tutti è un dossier focalizzato sulla valenza inclusiva dello sport e sulla promozione dell'attività motoria a tutela della salute soprattutto per i giovani e per le persone con disabilità. In particolare, nel corso del semestre di Presidenza polacca, il Consiglio ha promosso un'attività di studio sugli sport di base nell'UE, volta a individuare modelli-chiave di finanziamento e buone prassi. Sulla base dei risultati dello studio sono state già avviate le discussioni sulle possibili azioni future.

Con riferimento agli atti di indirizzo parlamentare in materia si segnala la Risoluzione 8-00116 della VII Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei Deputati, approvata e conclusa il 6 aprile 2011.

Nel quadro del dibattito sul finanziamento degli sport di base, la linea italiana nell'ambito del Consiglio sarà finalizzata a promuovere una cooperazione più omogenea tra gli Stati membri attraverso lo scambio di buone prassi e lo sviluppo di programmi condivisi. Si intende altresì favorire, in stretta collaborazione con le Regioni e con le organizzazioni sportive, iniziative mirate volte a rimuovere le discriminazioni. Particolare attenzione sarà prestata all'universo dei giovani e delle persone con disabilità, anche al fine di far emergere potenzialità e nuovi talenti.

Il Governo intende inoltre verificare le condizioni per intensificare le attività anche nell'ambito dei gruppi di esperti denominati "Sports, health and participation" e "Sustainable financing of sport", istituiti dalla Commissione in attuazione del Piano di lavoro previsto dalla risoluzione del Consiglio del 2011 e finalizzati all'analisi delle prospettive di promozione dello sport nella sua dimensione salutare e di rafforzamento dei meccanismi di solidarietà finanziaria in ambito sportivo.

Da evidenziare inoltre che gli strumenti per le analisi statistiche e macroeconomiche attualmente in uso nell'Unione non permettono di quantificare efficacemente l'effettivo potenziale dello sport nel contesto degli obiettivi della Strategia Europa 2020. Per ovviare a questa mancanza, dando attuazione al piano di lavoro previsto dalla risoluzione del Consiglio del 2011, la Commissione ha istituito un gruppo ad hoc di esperti denominato "Sport statistics" finalizzato a definire una metodologia per misurare l'impatto economico dello sport nell'UE. Il gruppo di esperti, cui finora l'Italia non ha partecipato, trae spunto dai risultati di un progetto pilota avviato da Regno Unito, Austria e Cipro, finalizzato a esplicitare il contributo dato dallo sport alle economie nazionali.

Come evidenziato nella relazione finale sull' "Indagine conoscitiva sullo sport di base e dilettantistico" redatta nel 2011 dalla 7a Commissione permanente del Senato, lo sport ha un considerevole impatto sull'economia e sul lavoro, in termini ad esempio di PIL, investimenti in opere pubbliche, turismo, trasporti, media, posti di lavoro, business per le imprese manifatturiere. Mancano però dati statistici attendibili e aggiornati sull'effettivo impatto del settore nell'economia nazionale ed europea. Per tale ragione, il Governo intende impegnarsi per intensificare le attività riferite ai lavori del gruppo di esperti "Sport statistics" che, in concomitanza con il semestre di Presidenza cipriota, sono destinate, presumibilmente, a subire un'accelerazione.

Integrità dello sport
Sul tema specifico della lotta al doping, nel corso del 2011, nell'ambito del Consiglio, si è concluso l'iter di adozione della Risoluzione del Consiglio sulla rappresentanza degli Stati membri presso l'Agenzia Mondiale Anti-doping (WADA) e sul coordinamento delle posizioni dell'Unione e dei suoi Stati membri.
L'Italia ha inoltre partecipato alle discussioni per la definizione della posizione dell'Unione europea in vista della prima delle fasi in cui si articola il processo di revisione del Codice WADA (norma di riferimento per l’attuazione del programma mondiale antidoping), che si concluderà nel 2013. In seno al CAHAMA (Comitato ad hoc del Consiglio d'Europa per l'Agenzia Mondiale Antidoping), l'Italia ha preso parte al dibattito in merito all'adozione delle posizioni espresse dall'UE da rappresentare presso il Consiglio di Fondazione della WADA. Con riferimento al gruppo "Anti-Doping", gli esperti italiani hanno contribuito alla formulazione dei commenti tecnici in vista della prima fase del processo di revisione del Codice WADA.

L'evoluzione del dossier sarà scandita dalla tempistica del processo di revisione del codice WADA. In particolare, sarà fornito un contributo in vista della seconda e terza fase di consultazione, che si avvieranno rispettivamente a giugno e a dicembre 2012.

Il Governo continuerà a fornire il proprio contributo per giungere ad una applicazione armonizzata ed efficace delle norme internazionali antidoping all'interno del Consiglio. Proseguirà, dunque, l'impegno a favore della revisione del Codice WADA, con l'obiettivo di garantire che l'evoluzione del programma mondiale antidoping tuteli adeguatamente gli atleti e, più in generale, la correttezza delle manifestazioni sportive.

In materia di lotta alle partite truccate, l'Italia partecipa alle attività del Consiglio per la definizione di una "dimensione europea per l'integrità dello sport con un focus iniziale sulla lotta contro le partite truccate". Nel 2011 il Governo ha contribuito all'adozione delle Conclusioni finali del Consiglio, in cui le partite truccate sono state definite, insieme al doping, come "l'attuale maggiore minaccia allo sport". Ciò è in linea con le iniziative adottate a livello nazionale per garantire il massimo coordinamento e l'efficacia nel contrasto al fenomeno della corruzione e delle scommesse illecite nelle competizioni sportive.