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Lotta contro la manipolazione dei risultati sportivi

Il tema della lotta contro la manipolazione dei risultati sportivi è oggetto di grande attenzione a livello nazionale, oltre che di vivo dibattito in ambito europeo.

A livello nazionale, l'Italia si è già da tempo dotata di strumenti giuridici e operativi volti a contrastare il fenomeno:

  • sul piano della giustizia penale, la Legge n.401 del 1989 introduce uno specifico reato di frode in relazione alla manipolazione dei risultati di manifestazioni sportive;
  • sul piano delle misure preventive e di regolamentazione, la legge 88/2009 (Legge Comunitaria 2008), art. 24 prevede una nuova disciplina per il gioco online e norme per contrastare la diffusione del gioco illegale, specificando requisiti, criteri e modalità per le concessioni per la raccolta a distanza di scommesse. La legge è stata poi integrata dalla legge di stabilità 2011 (Legge 220/2010) che specifica misure fiscali in materia e misure per assicurare un'adeguata tutela dei consumatori e dei minori e per prevenire, infine, le infiltrazioni della criminalità organizzata;
  • sul piano dei controlli, esistono vari organismi operativi in materia:
    • è attiva presso il Ministero dell'Interno l'Unità Informativa Scommesse Sportive (UISS), organismo istituito al fine di potenziare l'attività di contrasto del fenomeno della corruzione e delle scommesse illecite nelle competizioni sportive, nonché della penetrazione nel settore delle organizzazioni criminali; ne fanno parte rappresentanti delle Forze di polizia, del CONI, dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, della FIGC e dell'UNIRE;
    • è stato inoltre costituito, presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il Gruppo Investigativo Scommesse Sportive (GISS), di cui fanno parte la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e il Servizio Centrale Operativo (SCO) della P.S., il Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri, e il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (SCICO) della Guardia di Finanza;
    • l'Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato ha istituito l'unità Gioco Anomalo Scommesse Sportive (GASS), che attraverso specifici software dedicati effettua un monitoraggio costante sui dati relativi alle scommesse sportive H24. La suddetta unità, pertanto, è in grado di individuare possibili frodi derivanti da anomali flussi di denaro.
  • sul piano delle Associazioni sportive, il CONI prevede, a corollario del Codice di comportamento etico-sportivo, un "divieto per tutti i tesserati del settore professionistico e dei più elevati livelli dilettantistici delle Federazioni Sportive nazionali di effettuare o ricevere scommesse aventi ad oggetto i risultati relativi ad incontri organizzati nell'ambito delle rispettive Federazioni.". La stessa policy è stata ribadita nell'accordo sottoscritto dagli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Londra. Inoltre, "la giustizia sportiva su questa materia ha optato per tolleranza zero, apportando grande durezza nelle sanzioni come deterrente per i casi futuri".

Inoltre, il 7 marzo u.s si è insediato il Tavolo Nazionale per la Governance nello Sport, istituito con DPCM 28 ottobre 2011 e presieduto dal Ministro per lo sport. Il Tavolo è un organo consultivo per il Ministro su tutti i temi di governance dello sport, e garantisce l'armonizzazione delle posizioni nazionali non da un punto di vista operativo ma normativo-legislativo. Con particolare riferimento al tema del match fixing, il Tavolo si riunisce nella sua configurazione tematica "Sport, sicurezza e legalità", e costituisce un motore di sintesi tra le posizioni dei vari soggetti che a livello nazionale hanno competenze in questa complessa materia.

In ambito internazionale, l'Italia ha preso parte alla 12° Conferenza dei Ministri dello sport del Consiglio d'Europa, tenutasi a Belgrado il 15 marzo 2012, e avente tra gli argomenti in discussione proprio la lotta al match fixing (inteso come frode nelle competizioni sportive mediante alterazione dei risultati di gara). In tale contesto, l'Italia ha evidenziato come il fenomeno del "match fixing" può essere efficacemente contrastato solo mediante una forte e strutturata cooperazione internazionale tra le Autorità e i movimenti sportivi, diretta in primo luogo ad allineare le diverse normative, prima fra tutte quella relativa all'illecito penale di frode sportiva.

In esito alla Conferenza è stata approvata, con il parere favorevole dell'Italia, una Risoluzione che prevede l'avvio delle negoziazioni per la definizione di una nuova Convenzione Internazionale contro la manipolazione dei risultati sportivi.

Anche nell'ambito dell'Unione Europea è in corso un dibattito sul tema, finalizzato a definire una strategia comune per combattere la manipolazione dei risultati delle competizioni sportive. L'Italia partecipa alle attività del Gruppo di Esperti sulla "Good Governance" incaricato, in applicazione del piano d'azione per lo sport 2011-2014, di definire una dimensione europea per l'integrità dello sport con un focus iniziale sulla lotta contro le partite truccate. I risultati dei lavori del gruppo di esperti e del Consiglio dell'Unione Europea saranno oggetto delle Conclusioni del Consiglio, ad oggi in corso di negoziazione tra gli Stati Membri.