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    Lotta contro la manipolazione dei risultati sportivi

    Il tema della lotta contro la manipolazione dei risultati sportivi è oggetto di grande attenzione a livello nazionale, oltre che di vivo dibattito in ambito europeo.

    A livello nazionale, l'Italia si è già da tempo dotata di strumenti giuridici e operativi volti a contrastare il fenomeno.

    Sul piano della giustizia penale, la Legge n. 401 del 1989 ha introdotto uno specifico reato di frode in relazione alla manipolazione dei risultati di manifestazioni sportive.

    Con Decreto del Ministro dell’interno n.11001 del 15 giugno 2011 è stata creata l’Unità Informativa Scommesse Sportive (UISS), organismo istituito presso il Ministero dell’Interno al fine di potenziare l'attività di contrasto al fenomeno della corruzione e delle scommesse illecite nelle competizioni sportive, penetrando nel settore delle organizzazioni criminali. L’Unità è composta da rappresentanti delle Forze di polizia, del CONI, dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, della FIGC, dell'UNIRE (Unione Nazionale Incremento Razze Equine) e dell’Ufficio per lo Sport. Con lo stesso Decreto n.11001 è stato inoltre costituito, presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il Gruppo Investigativo Scommesse Sportive (GISS),con compiti di impulso e raccordo delle attività di contrasto dei tentativi di infiltrazione nel mondo sportivo.

    È stata istituita la Procura Generale per lo Sport (Articoli 12 e 12 ter dello Statuto del CONI adottato dal Consiglio Nazionale del CONI dell’11 giugno 2014),che ha lo scopo di tutelare la legalità dell’ordinamento sportivo.

    L’Ufficio per lo sport ha partecipato al "Drafting Group" del Segretariato E.P.A.S. incaricato dal Consiglio d’Europa di redigere il testo della Convenzione internazionale per la lotta alla manipolazione dei risultati sportivi , coordinando la delegazione Italiana. Il contrasto al match fixing e, più in generale, i temi dell’integrità dello sport sono stati al centro del programma del semestre italiano di Presidenza dell’UE nel 2014 nello specifico settore.

    L’Italia ha aderito alla Convenzione, sottoscrivendola il 7 aprile 2016. Il Disegno di Legge di ratifica della Convenzione è stato approvato dalle sole competenti Commissioni riunite della Camera dei Deputati ma non da quelle del Senato, a seguito dello scioglimento delle Camere.

    L’Ufficio per lo sport ha coordinato il progetto UE “Anti match fixing - formula”, cofinanziato dalla Commissione Europea, che è stato avviato nel gennaio 2016 e si è svolto con il supporto scientifico dell’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli dell’Università Cattolica di Milano in collaborazione con Interpol, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Transparency International Italia, Unioncamere Europa e Unioncamere Italia, Camera di Commercio di Palermo e Sistema Gioco Italia.

    Obiettivo generale del progetto è stato quello di sviluppare un modello pubblico-privato integrato a livello europeo per la prevenzione del fenomeno del Match-fixing, realizzato sostanzialmente attraverso quattro passaggi fondamentali:

    1. la realizzazione di interviste strutturate e di focus groups con tutti i maggiori attori europei coinvolti nell’attività delle scommesse sportive per fornire una analisi qualitativa che potesse costituire l’avvio per l'elaborazione di un "quadro sinottico integrato", come strumento di riferimento per sviluppare una solida interpretazione di base condivisa, necessaria per lo sviluppo di politiche coordinate;
    2. la creazione di una "coordination room" europea, corredata di Data Repository, al fine di selezionare pratiche europee funzionali al modello e preparare il terreno per la sua ulteriore diffusione;
    3. l’istituzione di una Procedura Pubblico-Privata di cooperazione integrata volta alla prevenzione del fenomeno del Match-fixing, per estendere la capacità d’individuazione preliminare delle situazioni di rischio, avvalendosi della cooperazione già esistente tra le forze di polizia in Italia e gli operatori di scommesse.
    4. l’attivazione di un Sistema innovativo di denuncia protetta, basato sul coinvolgimento strutturale della rete delle Camere di Commercio. Il progetto è terminato nell’ottobre 2017,dopo il meeting internazionale conclusivo del 27 e 28 settembre 2017