Simposio WADA: Sviluppi e Strategie nel rilevamento del doping
Il 14 e 15 giugno, si è tenuto il simposio internazionale “Sviluppi e Strategie nel rilevamento del doping da ormoni peptidici e sostanze affini” promosso da Federazione Medico Sportiva Italiana e WADA (World Antidoping Association).
Roma, grazie all'impegno della Fmsi, è stata il centro mondiale della lotta al doping. La Wada, agenzia mondiale anti-doping, ha deciso infatti di tenere nella Capitale il simposio internazionale. Per due giorni, a porte chiuse, 35 esperti internazionali (di cui 5 italiani) si riuniranno per affrontare lo scottante argomento che riguarda i peptidici, ossia l'eipo e il gh.
Intervenendo nella conferenza stampa di apertura il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha sottolineato "Il Governo italiano interviene nella lotta al doping occupandosi dei controlli sui dilettanti. Nel 2011 abbiamo svolto oltre 1000 controlli (1115 per la precisione), trovando positivi al doping il 10% dei ciclisti analizzati (circa 300), e il 5% degli altri sportivi. Dati rilevanti rispetto ai professionisti, per questo abbiamo stanziato un milione di euro in più quest'anno per far si che i controlli salgano a quasi 4000 atleti di quelli impegnati in discipline di resistenza come ciclismo e maratona".
Il Sottosegretario con delega allo Sport Rocco Crimi si è invece soffermato sui professionisti. "Sono oltre 14.000 i controlli fatti dal laboratorio anti-doping del Coni lo scorso anno, segno questo che il lavoro svolto sulla lotta al cancro del doping è molto seria in Italia, con sforzi superiori rispetto ad altri paesi europei. L'Italia sotto questo punto di vista fa molta prevenzione e dispone anche di una legge dello Stato con rivolti penali.
Ma, al fianco dei controlli del Coni per lo sport di vertice, professionistico, merita un ampliamento anche il settore amatoriale e dilettantistico. Senza dimenticare di tenere sotto stretta osservazione il sempre maggiore ricorso agli integratori alimentari: all'interno della Commissione Antidoping abbiamo creato una sezione su uso ed abuso degli integratori alimentari, in particolare gli amminoacidi, e abbiamo sollecitato la Wada ad elaborare una regolamentazione internazionale in grado di limitare questo abuso a tutela della salute".
Il presidente FMSI Maurizio Casasco ha ricordato come l'Italia sia stata la prima nazione al mondo ad introdurre la specializzazione in Medicina Sportiva e come il nostro paese sia all'avanguardia nella lotta al doping, tanto da averlo riconosciuto come reato penalmente perseguibile. Casasco ha anche sottolineato il livello di eccellenza scientifica raggiunto dal laboratorio antidoping FMSI di Roma, i cui esperti partecipano regolarmente all'attività a livello internazionale, in occasione di grandi eventi sportivi e ha ribadito come questo simposio in partnership WADA-FMSI rappresenti una ulteriore testimonianza della credibilità della Federazione Medico Sportiva sul piano mondiale.
In rappresentanza del Coni, il Segretario Generale Raffaele Pagnozzi, ha fatto presente come l'Italia abbia vinto molte medaglie nella lotta al doping e come questo riconoscimento internazionale rappresenti un valore aggiunto per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.
Olivier Rabin, Direttore Scientifico WADA, ha dichiarato che l'Italia è stata scelta quale sede di questo simposio internazionale perché è uno dei maggiori investitori nella lotta al doping, come testimonia l'altissima expertise del laboratorio italiano, uno dei 35 accreditati dalla WADA nel mondo. Obiettivo della due giorni scientifica sarà quello di approfondire come e perché gli ormoni peptidici siano di interesse doping, in quanto altamente nocivi per la salute degli sportivi e richiedano nuove strategie di rilevamento.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 23 novembre 2011
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