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Campionati Mondiali di pugilato dilettanti - Milano 2009 - Alessio DI SAVINO (grazie alla cortesia della F.P.I. ©)

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Ora niente fumo ma scelte decise

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport Rocco Crimi è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport

- Il governo francese è intervenuto, Henry è corso da Sarkozy, il presidente federale Escalettes si è dimesso. La Fifa ha contestato questa gestione politica della crisi. E il governo italiano cosa fa davanti alla peggior prestazione della Nazionale a un Mondiale?
Sottosegretario Rocco Crimi, lei ha la delega per la vigilanza sullo sport. Qual è la tattica?

Domani (oggi per chi legge, ndr) o al massimo giovedì incontrerò a lungo il presidente del Coni Gianni Petrucci che istituzionalmente è l'interlocutore dei governo e del Parlamento. La Legge conferisce il diritto-dovere di vigilare sullo sport e quindi sul Coni. Che a sua volta ha il diritto-dovere di vigilanza sulla Federcalcio e tutte le Federazioni.

- Ma siete stati tanto in silenzio. Lei e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che pure di calcio se ne intende e ne parla volentieri. Dicono che abbiate preso a pretesto il rispetto dell'autonomia dello sport per evitare di intervenire.

Rivendico, anche a nome del governo, di aver sempre rispettato l'autonomia dello sport. Di fronte a quello che è successo con la Nazionale in Sudafrica - ma anche con la candidatura dell'Italia all'organizzazione dell'Europeo 2016 per cui il governo aveva dato le massime garanzie di concreto impegno e appoggio - non era opportuno intervenire a caldo, in un momento in cui l'emotività è forte. Occorre valutare tutto con assoluta serietà e serenità, senza farsi influenzare dal clima dell'eliminazione che tanto ha toccato il Paese. Considerando la delicatezza della situazione della Federcalcio, di altre Federazioni, del sistema sport italiano.

- Qualcuno le contesta "lunghe vacanze in Sudafrica".

Chissà come si sia diffusa questa leggenda. Sono andato e tornato da Città del Capo restandoci dieci ore il 14 giugno per la partita d`esordio dell'Italia. Come atto doveroso di sostegno e affetto del governo alla Nazionale italiana. Ora le parlo da Londra dove ho fatto un salto per accompagnare i miei tre figli gemelli per uno stage d'istruzione. Alle 20 mi imbarco per l'Italia. E domani...

- Ma che idea ha? Cosa pensa che succederà?

Lo discuterò con il presidente del Coni. Ma temo che questa volta non sarà sufficiente la solita commissione, il gruppo di lavoro interno. Come sa, quando non si vogliono risolvere davvero i problemi, in Italia si convoca un "tavolo". O, peggio, si enunciano programmi triennali. E non mi vare il caso.

- Lei parla di delicatezza del momento del sistema sport. A cosa si riferisce?

Davanti all'evidenza dei fatti, ribadisco che è ineludibile ridiscutere interamente il meccanismo di finanziamento dello Stato allo sport. Non è certo una mia idea, non è del governo. Ma lo pretende il Paese intero che non tollera più aree autoreferenziali nella fase in cui è in discussione il 30% della spesa corrente e tutti noi italiani dobbiamo e stiamo facendo la nostra parte. Quindi anche lo sport.

- Per tagliare?

Ridiscutere per migliorare non vuol dire tagliare. Ma razionalizzare e pensare un nuovo modello organizzativo, più funzionale, efficiente. Gli interventi non possono essere più a pioggia, ma finalizzati a progetti e obiettivi precisi.

"La Gazzetta dello Sport" - 30 giugno 2010





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 Ultimo aggiornamento: giovedì 17 novembre 2011


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