I fondi per il CONI
Per il Coni, un meccanismo automatico di finanziamento, ma non troppo. Il Governo prosegue sulla sua strada: riconosce, sì, la necessità di avere una programmazione finanziaria per garantire al Comitato olimpico nazionale le risorse necessarie per aprire i cantieri degli eventi. Ma un sistema automatico tout court non è pensabile di questi tempi: "E una strada sulla quale bisogna andare - dice a Finanza & Mercati dello Sport il Sottosegretario con delega allo Sport, Rocco Crimi - sapendo però che anche su un meccanismo automatico poi possono esserci dei tagli".
Ciò non toglie, assicura l'esecutivo, che i fondi per il Coni non mancheranno. In passato il Governo ha staccato puntualmente un assegno di 450 milioni di euro ogni anno, stanziati in base a programmazioni triennali. Certo qualcosa si può fare, ammette Crimi: "Cercheremo di migliorare i meccanismi di finanziamento per renderli più certi ed evitare così di rimetterci ogni anno le mani. Del resto allo sport i fondi non sono mai mancati, e di questi tempi non è poco". Perché la coperta è corta: "Le poche risorse a disposizione che ho - spiega - sto cercando di metterle tutte sullo sport dilettantistico".
Del resto, ora che la Commissione cultura del Senato ha concluso l'indagine conoscitiva sullo sport di base, per il disegno di legge Rusconi (5.1813) di riordino del settore la strada è in discesa. A patto che il Governo trovi i fondi per la copertura. "Mi sto impegnando per cercarli aggiunge il sottosegretario - perché questa legge è molto importante. Anche il calcio lo è, ma lo sport per tutti è fondamentale".
Il dibattito parlamentare sulla legge sugli stadi assorbe molte energie da parte del legislatore e del Governo, impegnato nel ruolo di mediatore.
E altri temi rischiano di passare in secondo piano. Come ad esempio i fondi del Comitato Paralimpico italiano, sbloccati, ma non ancora nella concreta disponibilità del Cip. "La cosa importante è stata assegnarli e destinarli - sottolinea Crimi - come ogni anno abbiamo trovato una soluzione d'accordo con il presidente Pancalli. A breve i fondi arriveranno". L'esponente del Governo, poi, apre alla possibilità di soluzioni agevolate in tema di tassazione delle società sportive: "E' una questione che dobbiamo valutare con il Ministero dell'economia perché è un nodo importante, ma anche delicato. Allo studio ci sono varie ipotesi che vanno approfondite".
Al di là dell'incognita dei consensi che un simile provvedimento può raccogliere in Parlamento, la norma non rischia di suonare impopolare? "Il problema fiscale è un problema delicato in generale - continua Crimi - lo è per il calcio come per altri settori. Per questo è importante un approfondimento con il ministro Tremonti e con il suo staff per individuare la migliore soluzione compatibile con il mondo del calcio".
Al Partito democratico, che accusa il Governo di aver eliminato il Ministero dello Sport con grave danno per tutto il settore, Crimi risponde rivendicando ad esempio il suo personale impegno nell'accelerazione dell'iter al Senato del ddl stadi: "In due giorni ho acquisito il parere di 12 ministeri. E una legge complicata, ma che serve al calcio italiano per poter mandare tutte le società sportive in un equilibrio economico finanziario". Regista e mediatore anche di incontri a porte chiuse con i rappresentanti della Commissione cultura alla Camera dove il ddl è in discussione, il Sottosegretario riconosce l'importanza del provvedimento: "In Italia abbiamo 129 stadi. Di questi, 69 hanno più di 65 anni ricorda - la legge può dare un gran contributo ai club che vogliono assumersi l'impegno di migliorarli, attraverso importanti sistemi di compensazione".
Tra le cose fatte, Crimi ricorda il lavoro portato avanti per la realizzazione degli eventi internazionali: "Nella commissione di impiantistica di vertice abbiamo sbloccato lo stadio del Foro Italico, consentendo così lo svolgimento degli Internazionali di tennis, che altrimenti non avrebbe potuto svolgersi e avere tanto successo".
Crimi, infine, affronta il tema della lotta contro il doping. "Abbiamo seguito con il Ministro della Salute, Antonio Fazio, la nuova commissione antidoping, con un giro di vite anche sui più giovani e nelle palestre - dice Crimi -. Con Fazio abbiamo poi chiuso i lavori della Commissione Sport e Salute. In pratica, abbiamo avviato un modello sperimentale per proporre l'attività fisica come terapia alternativa ai farmaci per alcune patologie, ad esempio per quelle cardiovascolari". Tanti nodi da scogliere e tanti impegni, ma il primo appuntamento, passati i ballottaggi, è già la prossima settimana con la discussione in Commissione alla Camera del ddl sugli stadi. Lo sport italiano e il calcio attendono i primi risultati concreti.
"FINANZA&MERCATI DELLO SPORT" - 27 maggio 2011
Ultimo aggiornamento: giovedì 17 novembre 2011
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